E' la famiglia di Montaperti che da inizio all'altissimo e diramatissimo albero genealogico.
Goffredo Goffredi, famoso a in tutta Toscana per avere il "baffi più lunghi della via Francigena" aveva una piccola bottega e viveva vendendo salami, giacchè di soli baffi non si può vivere e giacchè, aveva sperimentato, nessuno avrebbe pagato un soldo per poterli osservare da vicino o toccare.
Non amava lavorare, non amava i suoi salami, non amava chi li veniva a comprare. Ma amava le donne dalle forme generose, gli occhi scuri e il profumo forte abbastanza da arrivare alle sue narici, dopo aver sconfitto l'odore penetrante dei salumi. Anche se venivano nel suo negozio.
Fu per colpa di Maria Strozzi che Goffredo Goffredi si ritrovò guelfo.
Non si era mai interessato di politica e guardava dritto negli occhi, accarezzandosi i baffi, i concittadini che gli parlavano di impegno civile, bene comune e blablabla. Sorrideva ironico e li invitava ad entrare nella bottega per farsi un panino al prosciutto. Era disprezzato come pochi. Persino lo scemo del villaggio lo guardava dall'alto in basso. E lui era quello che faceva ridere tutti annusando le proprie calze putride.
Ma arrivò il momento di entrare in politica.
Una giovane bionda con gli occhi azzurri, un vestito di seta finissima che pareva fluttuare a ogni passo sulla strada polverosa e bruna che conduceva alla bottega, si avvicinava guardando fisso Goffredo Goffredi. Che non vedeva proprio nessuno, dato che con i piedi su una cassetta di legno e un cappello floscio e macchiato calato sulla fronte, cercava di dormire e dimenticare il mondo.
Ma il mondo, incarnato in Maria strozzi non dimenticò Goffredo.
Che, dopo un'espressione un pò volgare, bofonchiata a mezza voce e quasi incomprensibile,che faceva riferimento al sangue di qualcuno...dopo una bestemmia praticamente, alzò gli occhi e sentì l'impulso di farsi il segno della Croce. Perchè non andava a Messa e non faceva l'elemosina e di opere pie nemmeno a parlarne, ma quando si ritrova la Madonna davanti alla bottega dei salami, persino lui sapeva come comportarsi.
Ci vollero circa 27 secondi per capire che Maria Strozzi non era proprio una Madonna. Certi sguardi e certi sorrisi, nonchè certi inviti a dir poco espliciti non si confanno a una Signora delle Altissime Sfere.
Salirono insieme al piano di sopra dove si trovava la camera da letto di Goffredo Goffredi che, ebbro del delicatissimo (chi l'avrebbe mai detto!) profumo di Maria, si inorgogliva sempre più: tutto merito dei baffi!
Dopo baci e dolcezze che mai nella vita Goffredo aveva conosciuto Maria Strozzi si alzò di colpo. Corse alla finestra. Una rapida occhiata e una domanda a bruciapelo.
"Guelfo o ghibellino, signor Goffredo?"
Guelfooghibellinoguelfooghibellinoguelfooghibellinoguelfooghibellinoguelfooghibellinoguelfo.
Goffredo sapeva rispondere in un solo modo a questa domanda (il suddetto panino al prosciutto), ma con la Madonna non gli pareva opportuno. E non tanto per rispetto, ma per non farla fuggire via.
E allora:
Ambarabà ciccì coccò
tre civette sul comò
che facevano l'amore....
Guelfo. Guelfo.
"Son guelfo Maria, son guelfo! Che domande, sempre stato guelfo, guelfo da una vita!Ma ora vieni qua Maria, vieni qua..."
Una conta può essere molto rumorosa nella testa di un uomo preso alla sprovvista da profumi di una Madonna.
Infatti Goffredo non aveva sentito le urla, i rumori dell'acqua e delle spade. E poi anche della carne che si squarcia e delle ossa che si rompono. Quelle umane fanno un rumore diverso da quelle dei maiali.
E Maria Strozzi, di nobile famiglia ghibellina, sapeva bene quello che faceva. I ghibellini ormai vincitori si divertivano e scherzavano. E Maria ebbe l'idea: "Scommettiamo che vi porto un guelfo?!". Questa la strada che la portò alla bottega di Goffredo.
Dopo alcuni minuti e altre rapide occhiate alla finestra un gruppo di ghibellini entrò in casa, portando via Goffredo e un quantitativo consistente di salumi.
Nei mesi successivi non si parlò d'altro che di Goffredo Goffredi Sbeffeggiato In Pubblico. Anche il giullare si teneva la pancia per le risate.
Goffredo guadagnò molti lividi e il naso rotto, ma i ghibellini non lo uccisero, riuscì a scappare e non si ebbero più sue notizie.
Maria Strozzi si ritrovò però incinta e partorì 2 gemelle. Ebbe la sua parte di vergogna giacchè non c'era niente di cui vantarsi ad aver avuto figli da uno come Goffredo Goffredi, nemmeno nel 1260.
giovedì 27 agosto 2009
martedì 25 agosto 2009
Sarà la musica che gira intorno.
Questo è il mio periodo musicale.
Non che capiti di rado, non che non ascolti tutti i giorni musica. Ma le attività quotidiane sono distratte e disinteressate, almeno le mie. Quindi la musica che ascolto in macchina, la tivù accesa mentre riordino o lavo i piatti o spolvero, non rendono un periodo "musicale".
Il periodo musicale è segnato da un cantante, che sia uno.
Da un album che sia uno.
Spesso da una canzone, che sia una.
E sono le uniche cose a cui penso, le uniche parole che mi dicono qualcosa. Anzi, no. La melodia e le parole e la voce sono le uniche cose che mi fanno pensare.
Perchè ogni piccola goccia di sudore che vien fuori in ogni piccola e stupida occupazione della mia giornata, non è altro che una distrazione che elevo a rango di compito improrogabile. Non è altro che uno stupido scherzo che faccio a me stessa, uno scherzo mal riuscito ma in cui cado sempre: è un modo per non pensare a quello che devo, per non occuparmi di ciò che amo, per anestetizzarmi un pò, sempre più, sempre più, aumentando la dose impercettibilmente così da dimenticare chi sono, cosa voglio e cosa devo fare.
Ma nel periodo musicale non si può.
L'oggetto della mia ossessione mi fa pensare tutto il tempo. E sono sempre seria, con la fronte talmente corrucciata che già mi vengono le rughe. Eppure sono così felice. Perchè se è vero che pensare a quelle che si deve fare, non significa farlo, è sempre meglio di non pensarci affatto e distrarsi con altro.
Quindi sono in periodo musicale.
Paolo Nutini l'oggetto del desiderio. Ha una voce da vecchio: la adoro.
E non è un caso che mi sia venuta in mente questa canzone per il titolo delle fesserie che sto raccontando. Perchè la musica si fissa in me in forma circolare. E in una serie di canzoni, mettiamo 20, che ascolto di fila sul mio lettore mp3, il mio strano cervello inizia a percepirle tutte uguali, come un sottofondo mentre faccio altro, come fossi distratta. E poi.
E poi un'illuminazione uditiva.
Ne trovo una perfetta. Non capisco le parole e nemmeno vado a cercarmele. Non sono affascinata dalla poesia di un testo (la poesia vado a cercarla nella letteratura, sono tradizionalista in questo, scusate) ma dalla melodia, dalla voce che non è perfetta, da una parola sofferta, un pò urlata, che non capisco nemmeno che parola è.
E questa canzone perfetta l'ascolto all'infinito ( e giuro che all'infinito non è un'iperbole). L'ascolto decine di volte, di continuo, una volta dopo l'altra, notando ogni volta qualcosa di diverso, la voce che si spezza dove non l'avevo notato prima, un sussurro sensuale o malinconico o timido...quanti tipi di sussurri esistono?
E' possibile provare ogni volta gli stessi brividi. Negli stessi identici punti. Gli stessi brividi +1. In un punto diverso.
Poi, un' afosa sera qualunque, al buio, da sola nel mio letto, mentre ascolto la Perfezione...mi distraggo. Sono ritornata al punto di partenza. Scorrono alcune canzoni distratte. E poi di nuovo Lei. Un'altra Perfezione. La perfezione non esiste, ne esistono molte. E nel periodo musicale sono canzoni.
Alterno così, Perfezione e distrazione. Le canzoni finiscono e forse anche il periodo musicale.
Condivido le Perfezioni che ho scoperto fin'ora. Non sono molte: una sola Perfezione può durare anche moltissime notti afose e di conseguenza il periodo musicale protrarsi per mesi e mesi.
Autumn
Non fate caso al video (per carità bellissimo, complimenti all'autore) e se potete non leggete le parole o la traduzione. Immagino un portico, dei giardini, una casa con molte finestre. Ovviamente in autunno, ma ci sono anche dei fiori, quindi niente è scontato.
Million faces
Splendida per 5 righe. Il resto della canzone passa distratta. La Perfezione sono 5 versi in cui anche il senso, questa volta, ha fatto la differenza.
(we're distracted by the hard times/ and the troubles that we make/ let us throw them in the ocean/ let it wash our cares away/ let it wash our cares away)
Alloway Grove
Scusate non c'è un video decente ç_ç
Quando è diventata la Perfezione ho avuto voglia di prendere una valigia e ficcarci dentro i vestiti per stare un mese in Inghilterra. Questa canzone è Londra, la Scozia, le foreste, le città, i pub, una ragazzina che corre con uno zaino su una spalla.
Northern skies
E' la ghost track dell'album. Fredda e umida, questa canzone è tutta cielo e acqua.
Quante storie immagino, nel periodo musicale.
Non che capiti di rado, non che non ascolti tutti i giorni musica. Ma le attività quotidiane sono distratte e disinteressate, almeno le mie. Quindi la musica che ascolto in macchina, la tivù accesa mentre riordino o lavo i piatti o spolvero, non rendono un periodo "musicale".
Il periodo musicale è segnato da un cantante, che sia uno.
Da un album che sia uno.
Spesso da una canzone, che sia una.
E sono le uniche cose a cui penso, le uniche parole che mi dicono qualcosa. Anzi, no. La melodia e le parole e la voce sono le uniche cose che mi fanno pensare.
Perchè ogni piccola goccia di sudore che vien fuori in ogni piccola e stupida occupazione della mia giornata, non è altro che una distrazione che elevo a rango di compito improrogabile. Non è altro che uno stupido scherzo che faccio a me stessa, uno scherzo mal riuscito ma in cui cado sempre: è un modo per non pensare a quello che devo, per non occuparmi di ciò che amo, per anestetizzarmi un pò, sempre più, sempre più, aumentando la dose impercettibilmente così da dimenticare chi sono, cosa voglio e cosa devo fare.
Ma nel periodo musicale non si può.
L'oggetto della mia ossessione mi fa pensare tutto il tempo. E sono sempre seria, con la fronte talmente corrucciata che già mi vengono le rughe. Eppure sono così felice. Perchè se è vero che pensare a quelle che si deve fare, non significa farlo, è sempre meglio di non pensarci affatto e distrarsi con altro.
Quindi sono in periodo musicale.
Paolo Nutini l'oggetto del desiderio. Ha una voce da vecchio: la adoro.
E non è un caso che mi sia venuta in mente questa canzone per il titolo delle fesserie che sto raccontando. Perchè la musica si fissa in me in forma circolare. E in una serie di canzoni, mettiamo 20, che ascolto di fila sul mio lettore mp3, il mio strano cervello inizia a percepirle tutte uguali, come un sottofondo mentre faccio altro, come fossi distratta. E poi.
E poi un'illuminazione uditiva.
Ne trovo una perfetta. Non capisco le parole e nemmeno vado a cercarmele. Non sono affascinata dalla poesia di un testo (la poesia vado a cercarla nella letteratura, sono tradizionalista in questo, scusate) ma dalla melodia, dalla voce che non è perfetta, da una parola sofferta, un pò urlata, che non capisco nemmeno che parola è.
E questa canzone perfetta l'ascolto all'infinito ( e giuro che all'infinito non è un'iperbole). L'ascolto decine di volte, di continuo, una volta dopo l'altra, notando ogni volta qualcosa di diverso, la voce che si spezza dove non l'avevo notato prima, un sussurro sensuale o malinconico o timido...quanti tipi di sussurri esistono?
E' possibile provare ogni volta gli stessi brividi. Negli stessi identici punti. Gli stessi brividi +1. In un punto diverso.
Poi, un' afosa sera qualunque, al buio, da sola nel mio letto, mentre ascolto la Perfezione...mi distraggo. Sono ritornata al punto di partenza. Scorrono alcune canzoni distratte. E poi di nuovo Lei. Un'altra Perfezione. La perfezione non esiste, ne esistono molte. E nel periodo musicale sono canzoni.
Alterno così, Perfezione e distrazione. Le canzoni finiscono e forse anche il periodo musicale.
Condivido le Perfezioni che ho scoperto fin'ora. Non sono molte: una sola Perfezione può durare anche moltissime notti afose e di conseguenza il periodo musicale protrarsi per mesi e mesi.
Autumn
Non fate caso al video (per carità bellissimo, complimenti all'autore) e se potete non leggete le parole o la traduzione. Immagino un portico, dei giardini, una casa con molte finestre. Ovviamente in autunno, ma ci sono anche dei fiori, quindi niente è scontato.
Million faces
Splendida per 5 righe. Il resto della canzone passa distratta. La Perfezione sono 5 versi in cui anche il senso, questa volta, ha fatto la differenza.
(we're distracted by the hard times/ and the troubles that we make/ let us throw them in the ocean/ let it wash our cares away/ let it wash our cares away)
Alloway Grove
Scusate non c'è un video decente ç_ç
Quando è diventata la Perfezione ho avuto voglia di prendere una valigia e ficcarci dentro i vestiti per stare un mese in Inghilterra. Questa canzone è Londra, la Scozia, le foreste, le città, i pub, una ragazzina che corre con uno zaino su una spalla.
Northern skies
E' la ghost track dell'album. Fredda e umida, questa canzone è tutta cielo e acqua.
Quante storie immagino, nel periodo musicale.
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domenica 16 agosto 2009
Preparativi.
Comprò una valigia nuova, rossa con il manico di pelle.
Scelse dei jeans scuri e dei jeans chiari, una camicia bianca con una piccola macchia di caffè sul colletto, un maglioncino per le serate fredde e avide di abbracci, delle scarpe che lasciassero le dita dei piedi liberi di muoversi. Dimenticò il braccialetto, dono di un discendente degli zar russi: un sottilissimo filo d'oro a cui erano appesi dei pendenti a forma di chicco di caffè. Ma una sua amica le scrisse appena in tempo una lettera dal sud della Francia che nel post scriptum diceva "ah, ricordati di non dimentcare quel braccialetto che a Trondheim mi faceva svegliare sempre di buon'umore!"
Per il resto fu semplice: costume da bagno color medusa, scarponcini, zaino, cappello e sciarpa da trekking, cruciverba e crema solare per le mattine pigre sotto l'ombrellone.
Salutò la sorella e gli 8 fratelli che le avevano preparato una torta alle mele e che in quel momento le stavano cantando una canzone. Si commosse, ma nascose le lacrime con la scusa di prendere un altro piattino per la madre che, nell'euforia, aveva fatto cadere la sua porzione sul gatto, che ora si godeva lo spuntino inaspettato chissà dove in giardino.
Abbracciò forte, una ad una, le 11 persone che le si trovavano davanti e che la separavano dalla porta. Ad ognuna sussurrò qualcosa nell'orecchio. Tutti sorrisero e mai nessuno disse agli altri il proprio piccolo segreto.
Poi finalmente aprì la porta.
Scelse dei jeans scuri e dei jeans chiari, una camicia bianca con una piccola macchia di caffè sul colletto, un maglioncino per le serate fredde e avide di abbracci, delle scarpe che lasciassero le dita dei piedi liberi di muoversi. Dimenticò il braccialetto, dono di un discendente degli zar russi: un sottilissimo filo d'oro a cui erano appesi dei pendenti a forma di chicco di caffè. Ma una sua amica le scrisse appena in tempo una lettera dal sud della Francia che nel post scriptum diceva "ah, ricordati di non dimentcare quel braccialetto che a Trondheim mi faceva svegliare sempre di buon'umore!"
Per il resto fu semplice: costume da bagno color medusa, scarponcini, zaino, cappello e sciarpa da trekking, cruciverba e crema solare per le mattine pigre sotto l'ombrellone.
Salutò la sorella e gli 8 fratelli che le avevano preparato una torta alle mele e che in quel momento le stavano cantando una canzone. Si commosse, ma nascose le lacrime con la scusa di prendere un altro piattino per la madre che, nell'euforia, aveva fatto cadere la sua porzione sul gatto, che ora si godeva lo spuntino inaspettato chissà dove in giardino.
Abbracciò forte, una ad una, le 11 persone che le si trovavano davanti e che la separavano dalla porta. Ad ognuna sussurrò qualcosa nell'orecchio. Tutti sorrisero e mai nessuno disse agli altri il proprio piccolo segreto.
Poi finalmente aprì la porta.
giovedì 13 agosto 2009
Lavorare stanca. Pensare, di più.
Ho fatto nascere questo blog animata da grandi idee.
Oggi pomeriggio avevo voglia di fare qualcosa di grande come ho detto a qualcuno. Vogliamo sempre lasciare la nostra impronta in qualche modo.
Tuttavia non è mio desiderio mostrarmi spudoratamente su internet, giacchè moltissimi lo fanno e giacchè non ritengo sia fare qualcosa di grande. Fotografie fatte con la mano destra tremante alla nostra facciona in primissimo piano, sono capaci a farle tutti. E tutti sono andati alle scuole elementari. Quindi tutti hanno amici con cui dividevano una crostatina nell'intervallo, a cui far vedere le suddette foto. S
Scrivere qualcosa di intelligente è davvero più difficile e sopratutto non alla portata di tutti.
Direi che la "grande cosa" che oggi pomeriggio avevo voglia di fare è verificare, nel corso del tempo, se è alla mia portata. -->
Oggi pomeriggio avevo voglia di fare qualcosa di grande come ho detto a qualcuno. Vogliamo sempre lasciare la nostra impronta in qualche modo.
Tuttavia non è mio desiderio mostrarmi spudoratamente su internet, giacchè moltissimi lo fanno e giacchè non ritengo sia fare qualcosa di grande. Fotografie fatte con la mano destra tremante alla nostra facciona in primissimo piano, sono capaci a farle tutti. E tutti sono andati alle scuole elementari. Quindi tutti hanno amici con cui dividevano una crostatina nell'intervallo, a cui far vedere le suddette foto. S
Scrivere qualcosa di intelligente è davvero più difficile e sopratutto non alla portata di tutti.
Direi che la "grande cosa" che oggi pomeriggio avevo voglia di fare è verificare, nel corso del tempo, se è alla mia portata. -->
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